Comunicato Stampa
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Università di Messina rende i propri processi amministrativi più sicuri ed efficienti con la tecnologia RFID
Grazie alla collaborazione con Intel e Oracle l'Università ha creato il Laboratorio per le tecnologie Wireless e RFID (Radio Frequency IDentification) e annuncia i primi risultati della sperimentazione
Messina, 22 febbraio 2006 - Al fine di identificare, monitorare e tracciare la documentazione cartacea e le varie pratiche interne e per migliorare l'efficienza dei processi amministrativi, l'Università di Messina, in collaborazione con Intel e Oracle, ha sviluppato all'interno del Laboratorio per le tecnologie Wireless e RFID un progetto di sperimentazione di nuove tecnologie per il tracciamento dei documenti.
La rintracciabilità dei documenti e la possibilità di verificare in ogni momento dove una pratica si trovi e quale sia il suo stato di avanzamento è infatti uno dei principali problemi che gli enti pubblici si trovano oggi a dover gestire. La forte spinta verso l'archiviazione digitale, che lo stesso Governo Italiano sta promuovendo negli ultimi anni, non elimina del resto la necessità di gestire l'enorme quantità di documenti per cui è ancora richiesta copia cartacea, e il progetto sviluppato dall'Università di Messina, Intel e Oracle si pone proprio questo obiettivo.
"Pur consapevoli dell'importante ruolo che l'informazione digitale avrà nel prossimo futuro, la documentazione cartacea continua a essere presente all'interno degli uffici, con tutte le difficoltà legate al reperimento e al tracciamento delle pratiche - ha spiegato il Prof. Francesco Tomasello, Magnifico Rettore Università degli Studi di Messina. - Si pensi in particolare ai documenti relativi alle delibere degli organi di governo, alla fornitura di beni e servizi, alle pratiche amministrative più complesse e delicate, per i quali il supporto di tipo cartaceo è e rimarrà quello più usato, almeno nel medio termine. Grazie all'utilizzo di tecnologie innovative, non solo il reperimento sarà immediato, ma saremo in grado di verificare se l'iter amministrativo adottato è quello più appropriato e soprattutto potremo garantire un livello decisamente superiore di sicurezza".
Il progetto prevede l'utilizzo della tecnologia RFID (Radio Frequency IDentification), che attraverso apposite etichette identificative (Tag) e antenne opportunamente posizionate in prossimità di scrivanie, scaffali e armadi, permette di seguire il percorso di un documento, offrendo così benefici per l'archiviazione ma anche per il monitoraggio del processo amministrativo.
Il vantaggio più immediato di questa tecnologia è la possibilità di rintracciare più velocemente gli specifici documenti, individuando con estrema puntualità il luogo in cui si trovano. Il personale interno e gli utenti esterni autorizzati (quali Enti pubblici o privati convenzionati) all'Università avrà in questo modo la possibilità di verificare lo stato di avanzamento delle singole pratiche sottomesse all'Università e avere una stima della durata dell'intero processo, in maniera automatica e trasparente.
Ma soprattutto il sistema di verificare se il processo interno adottato per una particolare tipologia di documento è realmente quello più indicato, mediante una serie di rilevazioni statistiche. Il sistema si integrerà inoltre con la gestione dei documenti in formato digitale al fine di avere un completo controllo e una perfetta uniformità delle pratiche nei due formati cartaceo e digitale.
Infine, un ulteriore beneficio è rappresentato dalla sicurezza, in quanto l'utilizzo della tecnologia RFID può permettere di individuare eventuali intrusioni o fuoriuscite non dovute dei documenti.
"L'obiettivo del Laboratorio per le tecnologie Wireless e RFID è quello di dar vita a sperimentazioni che, in caso di esito positivo, abbiano una reale applicazione - ha spiegato il Prof. Antonio Puliafito, Delegato all'informatizzazione dell'Università degli Studi di Messina e responsabile del Laboratorio - per questo motivo, una volta identificato l'oggetto di questa prima sperimentazione, abbiamo realizzato le analisi preventive coinvolgendo da subito gli utenti finali del sistema. Entro l'estate l'applicazione sarà completamente operativa. Prevediamo che la sperimentazione avrà una durata di due anni ma l'Università potrà toccarne con mano i benefici appena questa entrerà in produzione".
Il Laboratorio per le tecnologie Wireless e RFID dell'Università di Messina fa parte del più ampio progetto "Ponte Digitale", il piano di Infomobilità già finanziato dal CIPE su proposta del Ministero dell'Innovazione e della Tecnologia, che tocca le provincie di Messina e Reggio Calabria e altri enti pubblici sul territorio.
In questo contesto, l'applicazione creata dal Laboratorio dell'Università di Messina appare soltanto come la prima di una serie di sperimentazioni, che vedranno la luce nei prossimi mesi, tra queste alcune sul controllo dei varchi e delle merci, piuttosto che dei medicinali o delle attrezzature di prima necessità nelle strutture sanitarie.
"Già nei prossimi mesi studenti, docenti e utenti dell'ateneo potranno usufruire di servizi più efficienti in ambito amministrativo e organizzativo - ha concluso il Prof. Francesco Tomasello, Magnifico Rettore Università degli Studi di Messina. - E questo è solo il primo passo. Siamo infatti convinti che dalla ricerca universitaria e dalla collaborazione con Oracle e Intel, aziende che rappresentano il massimo della avanguardia tecnologica a livello mondiale, possa partire un percorso di innovazione concreto in molteplici ambiti".
"La tecnologia RFID non ha ancora manifestato tutte le sue potenzialità e finora ha trovato utilizzo prevalentemente nei beni di largo consumo e in parte nel sanità. Nessuno aveva ancora sperimentato un'applicazione della tecnologia RFID legata alle pratiche documentali, e siamo conviti che il progetto sviluppato in collaborazione con Oracle e l'Università di Messina possa essere d'esempio a molti altri enti pubblici che oggi vivono il problema della tracciabilità dei documenti e dell'analisi dei processi amministrativi interni" - ha commentato Luca Romani, Government & Healthcare Director, di intel Corporation Italia. "I vantaggi che l'Università di Messina sta riscontrando in termini di maggior efficienza, sicurezza e trasparenza sono la più valida dimostrazione del valore di questa tecnologia".
"Oracle da alcuni anni aiuta le aziende e gli enti pubblici a diventare più efficienti attraverso un utilizzo sempre più spinto delle tecnologie che consentono di operare in movimento - ha dichiarato Oscar Gridavilla, Business Development Director Pervasive Computing di Oracle Italia - riteniamo altresì che l'efficienza della pubblica amministrazione italiana passi inevitabilmente dall'utilizzo di tecnologie innovative; è per questo motivo che abbiamo accolto con grande entusiasmo la collaborazione su questo progetto".
Università di Messina, costituita nel 1548, ha oggi circa 40.000 studenti, 11 Facoltà e numerosi corsi di laurea. Maggiori informazioni sul sito www.unime.it
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