Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD)
Roma
www.iccd.beniculturali.it

L'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (Iccd) è uno dei quattro Istituti Centrali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, creato con decreto nel dicembre 1975, e ha il compito di sovrintendere e unificare tutto il procedimento conoscitivo per la creazione di un archivio generale del patrimonio culturale italiano nonché di definire le modalità di fruizione di tutti i dati così acquisiti. All'Iccd competono i beni archeologici, storico-artistici, demoantropologici, ambientali e architettonici.

Settore d'attività:

Pubblica Amministrazione

Principali Vantaggi

• Scalabilità

• Affidabilità

• Interazione tra dati alfanumerici, fotografici e cartografici

Prodotti e Servizi Oracle

• Oracle Database

• Oracle Visual Image Retrieval

• Oracle ConText Option Cartridge

• Oracle Spatial Database Engine

 

"La tecnologia Oracle consente una gestione unitaria dei flussi di dati catalografici nelle componenti alfanumerica, iconografica e cartografica e una consultazione facilitata a un sempre maggior numero di utenti"

Marco Lattanzi, Responsabile Base Dati ICCD

   

Un sistema multimediale integrato per la catalogazione dei beni culturali italiani

Dall'informazione cartacea all'informazione digitale

Gestire le informazioni relative al patrimonio dei beni culturali italiani non è certamente un compito semplice, considerando l'enorme mole di materiali da tenere sotto controllo. L'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (Iccd) è uno dei quattro Istituti Centrali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, istituito con un decreto del dicembre 1975, e ha il compito di sovrintendere e unificare tutto il procedimento conoscitivo per la creazione di un archivio generale del patrimonio culturale italiano, nonché di definire le modalità di fruizione di tutti i dati così acquisiti. All'Iccd competono i beni archeologici, storico-artistici, demoantropologici, ambientali e architettonici. In particolare, l'Iccd svolge un ruolo di programmazione e coordinamento delle attività di catalogazione effettuate dagli organi periferici del Ministero (le Sovrintendenze), di diffusione delle metodologie atte alla realizzazione omogenea dei dati catalografici, di verifica dei materiali documentali prodotti dalle amministrazioni centrali e periferiche, di incremento della documentazione fotografica a cura dei proprio laboratori, di ordinamento e gestione delle raccolte acquisite. L'Iccd è una struttura articolata per specifiche competenze tecnico-scientifiche che vanno dall'elaborazione di programmi di catalogazione generale per i Beni Culturali alla predisposizione delle metodologie, dalla promozione e coordinamento dell'attività di catalogazione e documentazione alla costituzione e gestione del catalogo generale, dalla cura di pubblicazioni inerenti le attività dell'Istituto alla cura dei rapporti con Enti e Istituzioni italiani e stranieri sia pubbliche che private. Alla metà degli anni '90 l'Istituto ha sentito l'esigenza di effettuare una profonda revisione delle proprie modalità di catalogazione, decidendo di avviare il processo di digitalizzazione del suo enorme patrimonio informativo.

Obiettivi del progetto

  • Standardizzazione e affinamento dei dati.
  • Maggiore integrazione tra i dati.
  • Possibilità di integrazione e interazione tra dati alfanumerici, fotografici e cartografici.
  • Possibilità di aprirsi verso l'esterno tramite web.

Perche Oracle?

"Per mantenere il nostro Istituto ai massimi livelli di eccellenza - ha spiegato Marco Lattanzi, responsabile base dati Iccd - a partire dalla seconda metà degli anni '90 sono state messe a punto nuove metodologie per il rilevamento e il controllo della digitalizzazione dei dati, sono state emanate normative per il rilevamento omogeneo dei dati e sono state messe a punto nuove modalità di validazione dei dati acquisiti e nuove strategie per il recupero dei dati prodotti da istituzione ed enti diverse. Per supportare questo cambiamento è stato necessario adeguare le architetture informatiche per la gestione, la consultazione e la distribuzione dei dati. La scelta di Oracle come standard per l'archiviazione e la gestione dei dati è stata, quindi, la naturale conseguenza, trattandosi dell'ambiente tecnologico più stabile e affidabile presente sul mercato".

Sigec: un sistema scalabile come nodo primario dei dati catalogati

Il Sistema Informativo per la Catalogazione dei Beni Culturali predisposto dall'Iccd - Sigec - è oggi in grado di fornire supporto per tutte le fasi di catalogazione (dalla produzione di dati sul territorio alla verifica e alla validazione finale), ed è utilizzato dall'amministrazione centrale e periferica - in tutto alcune centinaia di utenti - come nodo primario per l'individuazione e la fruizione dei dati catalografici contenuti nelle basi dati distribuite sul territorio nazionale. "L'integrazione applicativa delle diverse tipologie di dati gestiti dal sistema è resa possibile dalla presenza di un'unica interfaccia d'accesso e di gestione dei dati - il database Oracle - che consente di trattare a livello paritetico immagini, testi, video e dati alfanumerici - ha spiegato Maria Luisa Desiderio, responsabile dell'infrastruttura Iccd. - In particolare, per l'integrazione dei dati sono stati adottati i moduli Oracle ConText Option Cartdrige, Oracle Spatial Database Engine e Oracle Visual Image Retrieval, che consentono di effettuare ricerche attraverso comparazioni sia di testo che di immagini. La consultazione del sistema, realizzato con architettura client/server, si basa su un modello di datawarehouse classico su cui risiedono una serie di Data Mart tematici che semplificano le operazioni di ricerca e comparazione dei dati. Il Sigec, progettato per contenere e gestire fino a 10 milioni di schede di catalogo è un sistema in continuo divenire: oltre a completare la digitalizzazione delle schede è necessario infatti mantenere costantemente aggiornate quelle inserite nel sistema, annotandovi ogni informazione rilevante che concerne il bene catalogato.
Il Sigec è un sistema scalabile che le amministrazioni centrali e periferiche possono adattare alle proprie necessità specifiche. L'introduzione del sistema ha consentito la realizzazione di interrogazioni di tipologie più diverse e ampie e un notevole affinamento della ricerca, grazie alla migliore qualità dei dati inseriti e alla loro interazione e integrazione: l'enunciazione di ogni bene, infatti, è oggi relazionata al territorio, alle altre opere dell'autore e a molti altri parametri e consente la navigazione in una rete di informazioni estremamente ampia che rispecchia lo stato dell'arte del patrimonio dei beni culturali del territorio.

Programmi Futuri: e-Sigec, l'evoluzione del sistema

Per la consultazione dei dati è stata scelta sin dall'inizio un'interfaccia browser perché risponde ai requisiti di apertura verso il pubblico, garantisce la portabilità delle interfacce su tutte le piattaforme Open disponibili sul mercato e semplifica la gestione del sistema sia dal punto di vista delle attività di installazione che di aggiornamento degli applicativi. Verso la metà del 2002 è stato dato nuovo impulso a Sigec, accelerandone la fruizione da parte del pubblico tramite web (l'apertura al pubblico è prevista per l'estate 2004) con l'avvio di un nuovo progetto denominato e-Sigec. Sviluppato in collaborazione con Enea, il progetto e-Sigec si propone di aprire al grande pubblico i contenuti del Sigec, naturalmente con un'adeguata profilazione degli utenti e di applicare i modelli dell'e-learning alla formazione su Sigec. L'obiettivo è quello di erogare una formazione di alta qualità al fine di sviluppare una vera e propria comunità virtuale composta da tutti coloro che si interessano alle tematiche legate alla catalogazione del patrimonio culturale del nostro Paese.


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