Fusioni e Acquisizioni
Modern Finance Security
Un brindisi all'integrazione omogenea!

Gianfranco Caimi,
Direttore Vendite ERP Applications, Oracle Italia, in associazione con Intel


Oggi il cloud rende l'integrazione ancora più semplice, rapida ed economica

Intel

2015 è stato un anno record per fusioni e acquisizioni: 3,8 miliardi di dollari, la cifra più alta mai registrata, secondo Bloomberg.

Per chi acquisisce, il fatto di aver “portato a casa” l'azienda giusta al prezzo giusto è senza dubbio meritevole di un brindisi - anche se si tratta soltanto di metà dell'opera. Dopo la fusione, l'integrazione omogenea dei sistemi e dei processi della nuova azienda con i propri è infatti altrettanto vitale per il successo dell’operazione nel lungo periodo.

Provate a chiederlo a qualsiasi dirigente e vi racconterà qualche "storia da incubo" sull'integrazione di ingarbugliati sistemi IT e intricati processi aziendali.

La fusione dei sistemi IT è una delle fasi più importanti per la buona riuscita dell'integrazione. Secondo la società di consulenza Bain,dal 30% al 60% delle sinergie successive alla fusione dipendono dal successo dell'integrazione IT.

Si tratta dunque di una delle parti più insidiose della fusione, dal momento che è necessario destreggiarsi con una serie di attività particolarmente complesse. I decision-maker dell'IT devono stabilire quali sistemi mantenere, fondere o scartare e contemporaneamente ottimizzare i processi aziendali, fare in modo che l'attività prosegua senza scossoni e concordare la nuova direzione che dovrà essere seguita dall'azienda. C'è sempre la possibilità di conflitti tra ego nel consiglio di amministrazione e di guerre per il controllo delle linee of business che devono essere gestite dai team IT.

Non sorprende quindi che le aziende sforino spesso il budget per l'integrazione dopo una fusione o un’acquisizione. Più di un quinto delle aziende di tutto il mondo intervistate dalla società EY ha predisposto un budget inadeguato per l'integrazione post-fusione. Se il budget per l'integrazione ammonta mediamente a circa il 14% del valore totale dell'accordo, si tratta di centinaia di milioni di dollari nel caso di grandi acquisizioni.

La scorciatoia più allettante consiste nell'evitare la piena integrazione dei sistemi e processi di entrambe le aziende, soprattutto se i dipartimenti IT subiscono pressioni per concludere tutto il più rapidamente possibile. La necessità di combinare centinaia - o addirittura migliaia - di diversi sistemi IT potrebbe apparire come un problema eccessivo.

In realtà, la maggior parte delle aziende si rende conto della necessità di standardizzare l'IT e armonizzare i processi per ridurre i costi e operare con maggiore efficienza nel lungo termine.

La potenza del cloud

La diffusione del software in cloud nel back-office ha velocizzato e semplificato il consolidamento dell'IT. Dalle applicazioni ERP fino alle complete piattaforme IT, i servizi basati sul cloud richiedono una quantità notevolmente inferiore di tempo e lavoro per l'integrazione e la manutenzione rispetto ai sistemi tradizionali on-premise. Le applicazioni in cloud sono facili da configurare per le mutevoli esigenze dell'azienda; inoltre, non essendo limitate dallo spazio fisico, possono scalare rapidamente con la crescita del business.

È altrettanto importante sottolineare che la possibilità di diventare operativi in breve tempo offerta dal cloud implica che l'azienda può evitare gran parte del lavoro di configurazione che tradizionalmente segue la fusione, concentrandosi quasi subito sulle attività a valore aggiunto da cui dipende la crescita.

Ovviamente, una fusione non richiede soltanto il consolidamento dei sistemi IT. Occorre anche che le due aziende riescano a combinare armoniosamente le loro culture di lavoro specifiche e l'identità a livello di brand. Detto questo, il successo dell'integrazione IT può determinare la riuscita o fallimento della fusione - soprattutto se una parte crescente dell'attività dipende da moderne tecnologie di back-office.

È quindi fondamentale pianificare e concordare una strategia unificata. Entrambe le parti in causa devono condividere la decisione su quale sistema mantenere dopo la fusione e quale invece eliminare completamente. Devono valutare quali parti dell'azienda richiederanno ulteriori investimenti dopo la fusione e predisporre un piano operativo volto a soddisfare queste esigenze, controllando contemporaneamente i costi. In mancanza di una valutazione corretta, i costi correlati all'adattamento dei sistemi IT, all'assunzione di nuovo personale specializzato e all'acquisizione di ulteriore spazio di lavoro potrebbero degenerare facilmente in una spirale incontrollata.

Storicamente, l'integrazione IT ha portato al deragliamento di molte fusioni. Se gestita correttamente, diventa tuttavia una corsia preferenziale verso un'unione perfetta. Oggi il cloud rende l'integrazione ancora più semplice, rapida ed economica - fatto certamente meritevole di un brindisi per le aziende che intendono procedere a un'acquisizione.

Per ulteriori informazioni su come raggiungere il successo in fusioni e acquisizioni, si può consultare l'ultimo articolo di Dee Houchen di Oracle su Forbes.


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