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La cultura del luogo di lavoro

Processore SPARC M7

Promuovere una nuova cultura sul luogo di lavoro prima che insorga l'insoddisfazione dei dipendenti

Andy Campbell, HCM Strategy Director di Oracle @axcampbe


Come è possibile creare una cultura del luogo di lavoro coinvolgente se dal nostro studio "Dalla teoria all'azione" emerge in Europa occidentale un livello preoccupante di insoddisfazione del personale non in ruoli manageriali?

La retribuzione rappresenterà sempre un fattore motivante per i dipendenti ma un numero sempre maggiore di persone dà la stessa importanza, se non addirittura maggiore, alla cultura del luogo di lavoro. Tutti vogliamo la certezza di contribuire al successo della nostra azienda ma, allo stesso tempo, desideriamo anche che il nostro datore di lavoro sia focalizzato sul nostro benessere. I dipendenti migliori sono consapevoli del valore che offrono alla propria azienda ma vogliono essere certi che il loro impegno venga riconosciuto e ricompensato.

Tutto questo è vero per ogni livello retributivo; tuttavia, analizzando più da vicino questo aspetto nel nostro studio Dalla teoria all'azione, ci siamo resi conto che le aziende dell'Europa occidentale riservano un trattamento diverso ai dipendenti senior rispetto a coloro che non occupano ruoli manageriali.

Non sorprende quindi scoprire che, in questo contesto, solo il 37% dei dipendenti non manager è orgoglioso di lavorare per la propria organizzazione, rispetto al 70% di direttori e responsabili senior. Le aziende europee dovrebbero fare maggiore attenzione a questa differenza. In un momento in cui i talenti senior si avvicinano al pensionamento e la tanto discussa carenza di competenze in UE non è mai stata così preoccupante, è fondamentale fidelizzare i propri talenti a qualsiasi livello.

Per ottenere questo è necessario promuovere una cultura del luogo di lavoro stimolante e coinvolgente.

 Sebbene circa il 70% dei direttori e il 60% dei responsabili senior ritenga che l'azienda si preoccupi del proprio livello di soddisfazione, meno di un terzo dei dipendenti che non ricoprono ruoli manageriali ha la stessa sensazione.   

Preoccuparsi dei propri talenti

Sebbene sia vero che i dipendenti senior siano in gran parte responsabili dello slancio strategico dell'azienda e del successo dei propri team, è altrettanto fondato pensare che l'atteggiamento innovativo è presente in ogni ordine e grado. Le aziende che non danno ai propri dipendenti l'opportunità di dimostrare il proprio talento o gli incentivi per mettersi alla prova rischiano di perdere contributi significativi.

Mentre il 60% di direttori e responsabili senior pensa che la formazione sia legata al proprio piano di crescita, solo il 21% dei dipendenti che non ricoprono ruoli manageriali afferma di essere d'accordo su questo punto. E, aspetto ancora più preoccupante, solo il 31% afferma di aver avuto una revisione del proprio piano di crescita negli ultimi 12 mesi, rispetto al 70% dei colleghi di livello senior.

Tutti sanno che una persona coinvolta è più felice, produttiva e attiva. Dal nostro studio Simply Talent è emerso come i dipendenti più coinvolti siano meno propensi a cercare lavoro in altre società; se consideriamo quindi che dalla nostra ricerca è emerso come solo il 39% dei dipendenti che non ricoprono ruoli manageriali pensi di rimanere nella stessa azienda nel lungo termine, società e team HR dovrebbero focalizzarsi su due aspetti della massima priorità: una formazione più specifica e la crescita dei propri dipendenti.

Crescita e formazione sono fondamentali per garantire la soddisfazione dei dipendenti e per essere certi che il personale acquisisca le competenze necessarie per consentire all'azienda di raggiungere i propri obiettivi.

 Parlando di crescita, sembra purtroppo che le aziende non considerino il personale che non ricopre ruoli manageriali.   

Creare un ambiente di lavoro moderno e collaborativo

Una cultura coinvolgente nel posto di lavoro presenta due aspetti: l'accesso a tecnologie professionali moderne e la capacità di collaborare con facilità.

Consideriamo ad esempio il modo in cui la tecnologia mobile viene utilizzata nel settore delle utility. Oggigiorno, chi lavora sul campo ha bisogno di avere una visione della rete e dei dati del cliente sul proprio cellulare per portare a termine un'attività nei tempi e con il livello di efficienza che il cliente stesso si aspetta. In un ambiente lavorativo i dipendenti più giovani non vogliono essere vincolati ai processi obsoleti dell'azienda, soprattutto quando sanno perfettamente che nuove tecnologie e nuovi approcci al lavoro consentirebbero loro di lavorare e di collaborare in maniera più efficace.

Naturalmente, anche l'azienda avrà i suoi vantaggi. Se i dipendenti hanno un accesso immediato alle informazioni potranno portare a termine più attività in tempi rapidi e il datore di lavoro risparmierà tempo e denaro.

Ed è a questo punto che entrano in gioco i social media e le tecnologie incentrate sulla collaborazione. Le persone sono abituate a interagire in maniera fluida e immediata a casa e a lavoro. Condividono velocemente informazioni e aggiornamenti con i propri colleghi e, allo stesso modo, si avvalgono delle loro competenze per risolvere eventuali problematiche. Le aziende che consentono ai propri dipendenti di interagire in questo modo creeranno una cultura del luogo di lavoro più collaborativa e consentiranno a tutti di incoraggiare l'innovazione.

Usare i social media a lavoro non significa concedere alle persone la possibilità di guardare Twitter e Facebook tutto il giorno, ma accettare che i dipendenti vogliono imparare gli uni dagli altri e che le piattaforme social sono forti incentivi alla collaborazione.

 I dipendenti desiderano che la propria azienda sia al passo con i cambiamenti e offra loro le risorse necessarie per lavorare al meglio.   

Tali tecnologie sono fonte di valore aziendale, ma la ricerca Oracle dimostra come i dipendenti che non ricoprono ruoli manageriali siano, a questo proposito, delusi dalla propria organizzazione. Solo il 22% di loro (rispetto a quasi il 75% dei dirigenti) ritiene di aver accesso a strumenti di formazione online o collaborativi attraverso i quali promuovere la propria crescita.

Da questi dati emerge come il personale senior abbia accesso a risorse sostanzialmente diverse rispetto ai non manager. Sebbene in alcuni casi questo sia vero, ciò che conta è cambiare le aspettative dei lavoratori. I dipendenti di ogni ordine e grado vogliono accedere alle tecnologie che consentono loro di lavorare in modo più efficiente e secondo modalità che rispecchiano la vita di tutti i giorni. Pertanto, non saranno mai soddisfatti in un ambiente professionale in cui questi strumenti non siano disponibili.

Un approccio democratico

I leader di molte organizzazioni di successo di oggi sono più giovani della maggior parte delle persone che lavorano per loro.

È anche importante notare come questi vantaggi non riguardino solo i dipendenti attuali. Una cultura aziendale maggiormente incentrata sulla persona risulterà anche più interessante a dipendenti futuri o potenziali. In un momento in cui la carenza di competenze nelle nuove generazioni è molto evidente e i lavoratori più esperti si avvicinano all'età del pensionamento, le aziende devono fare il possibile per apparire più attraenti ai talenti migliori.

Un luogo di lavoro moderno deve offrire un ambiente democratico in termini di formazione e crescita. Conoscenza e collaborazione devono andare oltre i livelli e le retribuzioni; ogni dipendente deve poter esprimere il proprio potenziale e sentirsi orgoglioso di appartenere alla propria azienda.

 Esperienza e anzianità di mansione sono certamente asset di valore, ma non sono gli unici indicatori delle potenzialità di un dipendente   

Spetta alle HR intervenire e promuovere questa nuova democrazia. Tutti sappiamo che i cambiamenti sono voluti dal consiglio di amministrazione e sarà quindi compito dei responsabili HR, che danno voce alle esigenze dei dipendenti, colmare il divario attuale nei livelli di soddisfazione del personale e promuovere una cultura del luogo di lavoro vincente anche in Europa.


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