Comunicato stampa

Larry Ellison ha annunciato la disponibilità di Oracle Autonomous Transaction Processing

Il nuovo database in cloud “self-driving” utilizza in modo assolutamente innovativo machine learning e automazione per offrire risparmio sui costi, sicurezza, disponibilità e produttività a livelli senza precedenti

Cinisello Balsamo (MI)—22 agosto 2018


Nel pieno dell’estate l’Executive Chairman e CTO di Oracle Larry Ellison in persona ha annunciato un avanzamento di grande importanza nella strategia di automazione dell’azienda: la disponibilità di Oracle Autonomous Transaction Processing all’interno dell’offerta Oracle Autonomous Database Cloud Service.  Sfruttando in modo innovativo machine learning e automazione, Oracle Autonomous Transaction Processing permette di ottenere livelli senza precedenti di risparmio sui costi, sicurezza, disponibilità e produttività.

Il nuovo servizio database cloud “self-driving” di Oracle è pensato per gestire le più impegnative applicazioni in ambiti quali servizi finanziari, retail, manifattura, settore pubblico; il servizio supporta un complesso mix di carichi di lavoro legati a high-performance transaction processing, reporting, batch e analytics.  L’offerta Autonomous Database di Oracle offre il set più completo ed evoluto di funzionalità database disponibile ad oggi sul mercato. 

“Oracle è di gran lunga il miglior database al mondo ed è appena diventato ancora migliore, perchè adesso è autonomo” ha dichiarato Ellison. “Offriamo un sistema molto più affidabile e sicuro – un sistema che protegge dal furto di dati, un sistema che è attivo il 99,995% del tempo e che rende molto più produttivo il lavoro delle organizzazioni che lo adottano e degli sviluppatori che lo usano”.

Tradizionalmente, creare un sistema di gestione database è compito di un team di esperti che deve costruire in modo personalizzato un complesso stack hardware e software  ed occuparsi in modo manuale della manutenzione. Oracle Autonomous Database rivoluziona la gestione dei dati usando il machine learning, per offrire un servizio database che si auto gestisce, si auto protegge e si auto ripara, sfruttando le economie di scala e l’elasticità del cloud. Il servizio permette agli utenti di creare in modo istantaneo nuovi database autonomi e di convertire facilmente i database già esistenti, riducendo in modo significativo costi e time to market.

In modo complementare con il servizio Oracle Autonomous Data Warehouse già disponibile, Oracle Autonomous Transaction Processing può supportare un complesso mix di transazioni high-performance, reporting, batch, IoT, machine learning entro un unico database, semplificando lo sviluppo e l’implementazione delle applicazioni; permette di realizzare analytics e personalizzazioni in tempo reale e di individuare frodi informatiche agendo su dati transazionali “live”. 

Gli utenti possono ottenere molti vantaggi. 

  • Tagliare i costi: la completa automazione dell’operatività database e infrastrutturale taglia fino all’80% dei costi di amministrazione;  l’efficienza di un database che si auto-ottimizza, unita all’elasticità del pay per use, taglia i costi di runtime fino al 90%.
  • Ridurre i rischi: l’applicazione in automatico dei più recenti aggiornamenti di sicurezza, senza downtime, elimina la vulnerabilità ai cyber attacchi. La protezione da tutti i tipi di malfunzionamenti, inclusi guasti di sistema, interruzioni del servizio a livello di region, errori degli utenti permette di arrivare al 99,995% di disponibilità – ovvero meno di 2,5 minuti di downtime al mese, incluse le necessità di manutenzione. La funzione Database Vault impedisce agli amministratori di vedere i dati degli utenti.
  • Accelerare l’innovazione: eliminare la manutenzione del database permette agli amministratori DB di dedicarsi a estrarre più valore dai dati. Gli sviluppatori possono lavorare in modo più agile, creando in modo istantaneo e usando senza difficoltà database che non richiedono un tuning manuale. Gli algoritmi di machine learning integrati permettono di sviluppare applicazioni che realizzano previsioni in tempo reale – come quelle necessarie per offrire ai clienti di un servizio e-commerce spunti personalizzati di shopping o per l’individuazione delle frodi. La semplicità del processo di upgrade dei database esistenti verso il cloud autonomo permette all’IT di trasformarsi, adottando facilmente e rapidamente un modello cloud moderno e agile.

Oracle Autonomous Database è il frutto di quarant’anni di esperienza nel supportare la maggior parte delle applicazioni più impegnative al mondo.  Per i clienti è facile da adottare, perché usa lo stesso, collaudato Oracle Database che si ha on-premise, con le stesse funzionalità e interfacce. Oracle Autonomous Database sostiene i carichi di lavoro più mission-critical perché si fonda sulle sofisticate tecnologie Oracle Database, che non trovano rivali in altri prodotti:  tra di esse ricordiamo l’infrastruttura high-performance Exadata, Real Application Cluster per ottenere fault-tolerance e uno scale out trasparente, il disaster ricovery Active Data Guard, Online Data Evolution.

“Il compito più difficile di un amministratore database è quello di regolare e manutenere un database transazionale mission-critical” ha commentato Carl Olofson, research vice president di IDC Data Management Software research. “Oltre a esaminare le statistiche e applicare i necessari aggiustamenti, l’amministratore deve anche applicare le patch – incluse quelle di sicurezza – con grande frequenza: un’attività che espone ad errori e interrompe l’operatività. Con Oracle Autonomous Transaction Processing, Oracle ha eliminato questi compiti problematici, permettendo di concentrarsi su attività a maggior valore, come realizzare applicazioni più capaci di rispondere alle esigenze del business ed assicurarsi che i dati non vengano compromessi a causa di vulnerabilità note”.


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